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ANNO IX   
ISSN 2035-6544
 
CHI SIAMO REGISTRAZIONE ABBONAMENTI CONTATTI   direttore giuridico: dott. Raffaello Gisondi, direttore tecnico: ing. Antonio Iovine  
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IL DANNO DA REITERAZIONE DEL VINCOLO DEVE ESSERE PROVATO DAL RICORRENTE, NON RIMESSO A CTU

L’illegittimità dell’atto è presupposto necessario, ma non sufficiente per affermare la responsabilità della P.A.: per l’ammissione a risarcimento è necessario che la parte ricorrente fornisca adeguate allegazioni in ordine all’an e al quantum debeatur e che il G.A. accerti la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi dell’illecito. In particolare la parte ricorrente non può limitarsi a formulare l'azione risarcitoria in via del tutto generica demandando l’individuazione e la quantificazione del danno risarcibile all’espletamento di una CTU, ma ha l’onere di allegare e provare il danno effettivamente patito.


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