NOTIZIARIO QUOTIDIANO IN FORMATO DIGITALE ISSN 2035-6544 (ANNO XI)  
TERRITORIO - il network sulla gestione del territorio
La rivista del demanio e patrimonio
Exeo Edizioni Digitali Professionali: ebook e riviste web per professionisti
 
CHI SIAMO REGISTRAZIONE ABBONAMENTI CONTATTI   direttore giuridico: dott. Raffaello Gisondi, direttore tecnico: ing. Antonio Iovine  
CERCA Ricerca
 
 
italia
 
Piemonte Valle D'Aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Sardegna Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Puglia Campania Basilicata Calabria Sicilia






























LA REGIONE PUO' FORMULARE CONTRIBUTI ISTRUTTORI CHE NON RICHIEDONO IL RISPETTO DELLE FORMALITA' DEI PARERI

Ai sensi dell'art. 10 della legge n. 241 del 1990, anche i soggetti portatori di interessi pubblici, qual è indubbiamente la regione in materia urbanistica e paesaggistica, hanno, tra l’altro, diritto “di presentare memorie scritte e documenti, che l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento”, obbligo che si traduce proprio nella necessità di darne conto in sede di adozione della decisione finale che deve essere specificatamente motivata, ai sensi dell’art. 3, anche in merito alle “ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria” eventualmente anche per relationem, come espressamente consentito dal comma 3 di tale articolo. Laddove l'atto della Regione non sia un parere, ma un mero contributo istruttorio di carattere tecnico-giuridico, vengono meno le censure di carattere formale che presuppongono tale qualificazione, quali in particolare: la violazione del principio di non aggravamento del procedimento, di quello di legalità e tipicità degli atti amministrativi e dello stesso procedimento amministrativo; la violazione delle regole sulla competenza dell’organo regionale che lo ha formulato (nella specie il dirigente anziché il Consiglio regionale); il tema della incertezza sulla imputazione degli effetti dell’atto ed al connesso tema della responsabilità (stante, nella specie, la presenza della sottoscrizione di due dirigenti regionali); la inderogabile necessità che la Regione, se competente a rendere il parere, sia convocata e partecipasse alla conferenza di servizi; alla necessità che il parere sia reso nella sede conferenziale; alla eccepita incompetenza a pronunciarsi del Comitato Tecnico Regionale.


 Per accedere alla consultazione di questa sezione, occorre essere abbonati. Alcuni contenuti sono consultabili anche previa registrazione gratuita: prova a registrarti.




Vai a : 

DOSSIER
 
 
 
 
 
 
 



































Powered by Next.it